Le ordinarie cronache di un Liceo calabrese 

Legalità:

“Chi ha paura muore ogni giorno, chi non ha paura muore una volta sola”, affermava Paolo Borsellino, che assieme a Giovanni Falcone, rappresentano due modelli a cui i giovani fanno riferimento come modello civico di lotta alle mafie. E così, lo scorso 13 aprile ci siamo recati alla Sala della Biblioteca “R. Curia” di Bisignano, per la conferenza di presentazione della nuova associazione “Movimento delle Agende Rosse Giovanni Falcone e Paolo Borsellino”, idea elaborata dalla nostra ex alunna Federica Giovinco, oggi studentessa alla Facoltà di Giurisprudenza all’Università degli Studi Mediterranea di Reggio Calabria, che alla domanda su come sia nato il “Movimento Agende Rosse” bisignanese ha affermato che: “L’idea è nata dal fatto che la nostra Calabria è sempre nominata e conosciuta per la mafia e ora cerchiamo di farla conoscere per l’antimafia, visto che è la Regione col più alto tasso di criminalità organizzata di stampo mafioso, mentre le associazioni che la combattono sono sempre troppo poche”. Il “Movimento Agende Rosse” raccoglie  l’impulso dato da Salvatore Borsellino, costituito da cittadini che agiscono affinché sia fatta piena luce sulla strage di via D’Amelio a Palermo del 19 luglio 1992, nella quale furono uccisi il magistrato Paolo Borsellino e gli agenti di Polizia Emanuela Loi, Agostino Catalano, Claudio Traina, Eddie Walter Cosina e Vincenzo Li Muli. Coinvolta nell’Associazione, troviamo un’altra alunna al quinto anno del nostro Liceo “De Vincenti”, Mariarosaria Groccia, che con passione e dedizione, ha deciso di affiancare Federica. Insieme a loro troviamo altre due ragazze di Bisignano: Federica Paterno e Dorotea Alfano, determinate a portare avanti il “progetto”.  Significativo per noi è stata l’incontro con Brizio Montinaro, fratello di Antonio, caposcorta di Giovanni Falcone che ha testimoniato con le sue parole il vero problema riguardo alle mafie: “Il male sta soprattutto nell’indifferenza” che è stato anche il titolo dato all’iniziativa. L’auspicio è quello di non rimanere più in silenzio e di non voltarci dall’altra parte davanti a fenomeni che meritano certamente maggiore attenzione e maggior contrasto.

Rende, 15/04/2019

A cura di Fabiola Giovinco (III A)

Forma scelta: cronaca