10 dicembre: il mondo ricorda la Giornata Mondiale dei Diritti Umani

La Giornata mondiale dei diritti umani cade il 10 dicembre di tutti gli anni ed è una celebrazione a livello sovranazionale che interessa tutto il mondo.

È stata scelta questa data perché nel 1948, in occasione di questo giorno, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha proclamato la Dichiarazione universale dei diritti umani, che è un documento che sancisce i diritti della persona e garantisce i diritti di ogni singolo essere umano. L’istituzione formale di questa giornata è avvenuta il 4 dicembre 1950, quando tutte le organizzazioni coinvolte nell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e tutti gli stati membri furono invitati a celebrare questa ricorrenza nella maniera che era loro più congeniale.

Generalmente, per festeggiare questa ricorrenza, nel quartier generale delle Nazioni Unite di New York e, in giro per il mondo, vengono indetti eventi di alto profilo come conferenze, mostre, concerti ed eventi culturali in generale tutti con un minimo comune denominatore: il riconoscimento dell’importanza dei diritti umani per tutti quanti, non importa di quale paese, genere, orientamento sessuale o credo siano.

Nel corso di questa giornata, inoltre, vengono generalmente attribuiti anche i due più importanti riconoscimenti al mondo in materia; si tratta del premio Nobel per la pace, assegnato ad Oslo, e del premio delle Nazioni Unite per i diritti umani, assegnato a New York.

Oltre a questi due importanti premi ci sono tantissime altre organizzazioni non governative, umanitarie, civili e internazionali che, su tutto il pianeta, scelgono di pianificare eventi di un certo spessore e significativi in merito ai diritti umani

Nel corso degli anni si sono susseguiti diversi temi per le Giornate mondiali dei diritti umani; nel 2006, in particolare, fu scelta come tematica la lotta alla povertà. In occasione della celebrazione del 60º anniversario della Dichiarazione universale dei diritti umani, il 10 dicembre 2008, il segretario generale delle Nazioni Unite ha indetto una campagna allo scopo di commemorare il record mondiale raggiunto dalla Dichiarazione come testo più tradotto al mondo con ben oltre 360 traduzioni esistenti. La campagna è durata un anno e, in questo lasso di tempo, moltissime organizzazioni in tutto il mondo si sono fatte promotrici di varie attività e manifestazioni per far conoscere alla popolazione del pianeta quali sono i diritti di cui ogni essere umano gode.

Ricordiamo a questo proposito che la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani riconosce i seguenti diritti umani: uguaglianza; vita, libertà e sicurezza della propria persona; a non essere ridotto in schiavitù; a non essere torturato; al riconoscimento della personalità giuridica; alla tutela contro ogni forma di discriminazione; alla possibilità di ricorrere in Tribunale per la difesa dei propri diritti fondamentali; a non essere arrestato, detenuto o esiliato arbitrariamente; a una pubblica udienza davanti a un tribunale imparziale e indipendente; a essere considerato innocente fino alla condanna definitiva, a non essere condannato per un fatto che, nel momento in cui è stato commesso, non costituisce reato e a non essere sottoposto a una pena superiore a quella prevista per quanto commesso; alla tutela legale, quando vi siano violazioni della sua privacy in relazione a famiglia, casa, corrispondenza, onore e reputazione; alla libertà di movimento, residenza, espatrio; di asilo, tranne i casi in cui si sono commessi reati politici o azioni contrarie alle Nazioni Unite; a una cittadinanza, a mutarla e a non esserne privato arbitrariamente; al matrimonio senza distinzioni di razza, religione e cittadinanza, in piena libertà, con pari diritti e alla tutela della famiglia da parte dello Stato; alla proprietà privata o comune di cui non si può essere privati arbitrariamente; di pensiero, religione e coscienza, di mutarli e manifestarli; di opinione ed espressione e a non essere molestato per queste, oltre al diritto di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee con ogni mezzo e senza limiti territoriali; a riunirsi e associarsi pacificamente così come il diritto a non dover aderire ad alcuna associazione; a partecipare al governo del proprio paese direttamente o tramite rappresentanti, di accedere al pubblico impiego in condizioni di parità, a votare liberamente; alla sicurezza sociale e alla realizzazione dei diritti economici, sociali e culturali; al lavoro, alla protezione contro la disoccupazione, a una retribuzione equa e dignitosa, a mezzi di protezione sociale, a fondare e ad aderire a sindacati; al riposo, allo svago, a ferie retribuite e a orari di lavoro limitati; a un tenore di vita tale da consentire il proprio benessere e della famiglia (vestiti, abitazione, cure mediche), tutela in caso di disoccupazione, malattia, vedovanza, vecchiaia e in genere quando si perdono i mezzi di sussistenza. Infanzia e maternità hanno diritto a particolari cure.

I figli naturali hanno diritto alla stessa protezione sociale di quelli legittimi; all’istruzione elementare obbligatoria e gratuita e a quella superiore in condizioni di parità. I genitori hanno diritto prioritario sulla scelta dell’istruzione dei figli; a partecipare alla vita culturale, a godere dell’arte, a beneficiare dei progressi scientifici, alla tutela del diritto d’autore; all’ordine sociale e internazionale che consenta di attuare i diritti espressi dalla Dichiarazione universale dei diritti umani.

 

prof.ssa Anna Perri

docente di Diritto ed Economia Politica

 

In foto: Eleanor Roosevelt,

Comunicazione: Programmazione televisiva RAI in collaborazione con il Ministero dell’Istruzione

Ai Docenti

Agli Studenti 

Alle Famiglie

Carissimi,

la collaborazione attiva tra il Ministero dell’Istruzione e la Rai rilanciata per supportare le istituzioni scolastiche durante il periodo di sospensione delle attività didattiche in presenza, proseguirà con l’obiettivo di continuare a fornire ulteriori contenuti di qualità, anche a supporto della didattica ordinaria. Al fianco dei dirigenti scolastici e dei docenti, che ogni giorno si impegnano per garantire il diritto all’istruzione e lo svolgimento dell’attività didattica, la Rai ha messo a disposizione su vari canali e sui portali Rai Cultura (https://www.raicultura.it/speciali/scuola2020-2021/), Rai Scuola (http://www.raiscuola.rai.it/) e Rai Play (https://www.raiplay.it/learning), una vasta gamma di contenuti sempre disponibili e fruibili attraverso ogni dispositivo digitale dalle studentesse e dagli studenti, dalle famiglie e, più in generale, dagli spettatori. La programmazione televisiva dedicata e l’offerta ricca di prodotti pensati per il mondo della scuola sono state ulteriormente incrementate con nuovi contenuti che sono visibili in TV sui canali di Rai Scuola (canale 146 DT), Rai Storia (canale 54 DT), Rai 3 e, per i più giovani, di Rai Ragazzi, Rai Gulp (canale 42), Rai YoYo (canale 43). L’offerta è sempre disponibile anche online.

m_pi.AOODPPR.REGISTRO UFFICIALE(U).0001756.27-10-2020

GUIDA ALL’USO DELLA PIATTAFORMA D’ISTITUTO GSUITE FOR EDUCATION

Ai Docenti

Agli Studenti

In allegato, un supporto per l’uso iniziale di GSuite for Education (pdf): Gsuite istruzioni per l’uso

Per assistenza tecnica contattare il Team digitale al seguente indirizzo: teamdigitaledevincenti@gmail.com

 

PATTO DI CORRESPONSABILITÀ – REGOLAMENTO ANTI-COVID-19 E REGOLAMENTO SULLA DIDATTICA DIGITALE INTEGRATA

Ai Docenti e al Personale Scolastico

Alle Famiglie

Agli Studenti

Si prega di prendere visione dei seguenti Regolamenti: Regolamento-anti-Covid-19 e Regolamento sulla Didattica Digitale Integrata.

Inoltre, si prega di stampare e di portare firmato il Patto di corresponsabilità da consegnare al docente della prima ora, giorno 24 settembre alle 8.30 orario d’ingresso che varrà solo per i giorni 24-25-26 settembre, senza il quale l’allievo non verrà ammesso in classe.  Si ricorda che l’uscita negli stessi giorni sarà alle ore 12.30.

Si ricorda altresì che gli allievi devono sempre venire già muniti di mascherina e detergente disinfettante per le mani monouso, oltre ai presidi sanitari messi a disposizione dalla Scuola come da normativa. Si raccomanda di evitare assembramento all’ingresso.

Nota bene: da lunedì 28 settembre l’orario di ingresso sarà alle 8.15. L’orario delle lezioni verrà comunicato per tempo agli allievi e ai genitori.

 

Patto-educativo-di-corresponsabilita-2020-2021

Regolamento-anti-COVID-19-3

Regolamento-DDI-Secondaria-Superiore

 

La Coordinatrice delle attività didattiche ed educative

prof.ssa Immacolata Gigliotti

(Firma autografa sostituita a mezzo stampa, ai sensi dell’art. 3, comma 2, del D. Lgs. 39/93)

 

LICEO DE VINCENTI – RENDE: ELENCO LIBRI DI TESTO IN ADOZIONE A. S. 2020-2021

Di seguito, i file in formato pdf da scaricare per classe. Si prega di contattare i singoli docenti per eventuali informazioni riguardo all’adozione dei testi in uso:

CLASSE I StampePerAnnoPDF

CLASSE II StampePerAnnoPDF

CLASSE III StampePerAnnoPDF

CLASSE IV StampePerAnnoPDF

CLASSE V StampePerAnnoPDF

(Foto da Green Books Club)

BLOG. Siamo tutti matematici! La parola alla prof.ssa Antonella Maiuolo

Matematica, dieci lettere che mettono i brividi a molti. Eppure, la parola matematica deriva dal greco e significa scienza, conoscenza e il matematico è colui che è propenso ad imparare. Se ci pensate siamo tutti matematici!

Di solito si ha paura di ciò che non si conosce o comprende, è per questo che bisogna imparare a conoscere questa scienza tanto temuta, ad apprezzarla e scoprirne l’utilità. Sì, la matematica è utile. Faccio un esempio quanto mai attuale: si pensi al contributo che ha dato in questi mesi nell’analisi dell’andamento del COVID-19; utilizzando opportuni modelli matematici, infatti, si può studiare la diffusione di una epidemia e quindi permettere ai governi di mettere in atto strategie adeguate per il contenimento dei contagi.

Dunque, mettiamo da parte i luoghi comuni, liberiamoci dagli stereotipi e dai pregiudizi perché la matematica non è qualcosa lontano da noi, anzi, è ovunque intorno a noi, e la scienza, in generale, non è “roba da uomini”, tutti possono studiare le cosiddette STEM (dall’inglese Science, Technology, Engineering and Mathematics), indipendentemente dal genere.

Con impegno, passione e un po’ di pazienza si potrà cogliere la bellezza anche nelle discipline scientifico-tecnologiche proprio come ha affermato Maryam Mirzakhani, la prima e unica donna ad essere stata insignita della Medaglia Fields, il più alto riconoscimento che un matematico possa ricevere: “La bellezza della matematica si mostra solo a chi la insegue con pazienza”.

prof.ssa Antonella Maiuolo

docente di Matematica e Fisica al Liceo De Vincenti

Foto di copertina: A Beautiful Mind di Ron Howard con Russel Crowe (2001)

PCTO: VI PRESENTIAMO LA BIBLIOTECA DIOCESANA. LA PAROLA AL PROF. ROBERTO MAZZEI

Presentazione progetto di Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento – PCTO (ex alternanza scuola-lavoro) presso biblioteca diocesana ISSR “San Francesco di Sales”-Rende.
Il Liceo delle Scienze Umane “M. T. De Vincenti” collabora per la realizzazione dei percorsi di Alternanza Scuola-Lavoro con la Biblioteca Diocesana sita in Rende presso il Seminario Arcivescovile Cosentino. Il progetto mira ad un approccio diretto da parte degli studenti al mondo delle biblioteche, attraverso il lavoro di sistemazione, inventariazione e catalogazione del patrimonio bibliografico, distinto in materiale moderno e materiale antico.
A tal fine, grazie alla presenza costante del tutor, agli studenti vengono fornite le nozioni di base di biblioteconomia e regole di catalogazione, nonchè gli strumenti necessari per la ricerca bibliografica on line. L’ accesso al materiale antico, previo consenso del direttore, permette, inoltre, un contatto diretto con cinquecentine e seicentine. La possibilità poi di consultare in loco le maggiori testate di riviste specializzate consente ai discenti di approfondire le conoscenze sulle diverse discipline.
Alla fase pratica, segue una fase teorica, incentrata su seminari riguardanti: tecniche di catalogazione in SBN e storia del libro.
prof. Roberto Mazzei
docente di Inglese e Spagnolo
Tutor PCTO alla Biblioteca Diocesana ISSR “San Francesco di Sales”-Rende
Bibliotecario

Blog. Natura, scienza e nutrizione. Tre passioni per la nostra Prof. Teresa Gallo.

Nell’Istituto paritario cattolico, il Liceo delle Scienze Umane ad opzione economico- sociale “M. T. DE Vincenti”, sono Docente di Scienze Naturali da Settembre 2017. La mia disciplina offre agli alunni un viaggio attraverso il mondo delle scienze tra Astronomia, Geologia e Biologia anche grazie all’utilizzo del laboratorio scientifico messo a disposizione.

Sono stata fin da subito accolta e rispettata dalla dirigente, dai colleghi e dagli alunni, infatti in breve tempo mi sono accorta di essere entrata in una “famiglia” dove si lavora insieme per il bene e la formazione degli alunni. Non avendo classi “pollaio” è stato possibile seguire e conoscere ogni alunno esaltandone le potenzialità e recuperandone le lacune, laddove sussistevano.

Ricordo con enorme piacere ed emozione il Seminario che abbiamo organizzato in Aula magna nel Dicembre 2018 su “Alimentazione e dieta: i falsi miti da sfatare”, ebbi un forte riscontro da parte degli alunni ma anche dei colleghi sul tema della nutrizione.

La Scienza della Nutrizione è una mia grande passione approfondita con i miei studi di specializzazione presso l’Università di Tor Vergata a Roma; in classe cerco sempre di indagare sulle abitudini alimentari dei miei alunni e noto, con rammarico, che gli errori commessi in una giornata sono tanti: dal saltare la colazione all’abbuffarsi di merendine, dalla vita sedentaria al consumo eccessivo di “junk food”. La mia attenzione particolare ricade spesso sulle alunne e sulla loro volontà improvvisa di dimagrire, senza supporto medico, tramite lunghi digiuni e assumendo solo “beveroni” acquistati magari in rete.

L’attenzione nei confronti degli adolescenti, sulla loro alimentazione e stile di vita deve essere alta per evitare danni alla salute in età adulta. L’ Emergenza Covid-19 che stiamo vivendo ha senza alcun dubbio comportato un cambiamento degli stili di vita, in primo luogo per quel che riguarda la possibilità di fare attività motoria, ma anche per il controllo delle abitudini alimentari di tutti noi.

Gli adolescenti sono una delle fasce della popolazione che ha fatto più fatica a restare a casa in questo periodo di quarantena. Sono i più tesi verso la vita e la socialità e anche i più ribelli. L’ attuale vita sedentaria conseguente alla quarantena ha portato gli adolescenti a consumare fino al 50% di calorie in meno al giorno.  Come riprendersi dal periodo di sedentarietà tra lezioni didattiche online e tempo libero passato davanti a smartphone e tablet? L’esercizio fisico quotidiano può essere la risposta. L’Istituto Superiore di Sanità ha messo a punto una guida dedicata ai ragazzi dai 12 ai 17 anni per continuare a muoversi aumentando così lo stato di benessere generale dalla qualità del sonno all’autostima alla eliminazione di eventuali tensioni. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), infatti, la fascia di età tra i 12 e i 17 anni dovrebbe svolgere ogni giorno almeno un’ora di attività fisica per mantenere uno stato di buona salute e il peso nella norma. Inoltre, sarebbe opportuno includere attività per rafforzare l’apparato muscolo-scheletrico almeno 3 volte a settimana. Gli adolescenti, (ma anche i bambini) dovrebbero fare ogni giorno esercizi come la corda e il salto, i cosiddetti esercizi a carico gravitazionale per stimolare la crescita dell’osso esercizi , che possono essere associati ad un’altra attività, quella che a loro piace di più:i ragazzi spesso preferiscono gli esercizi di forza e le ragazze attività aerobiche.

Ma come possiamo migliorare l’alimentazione dei nostri ragazzi?

  • Abituarli ad una dieta varia  e  al  consumo  di  frutta  e  verdura  a  ogni
  • Scegliamo prodotti di stagione.
  • Diamo la giusta importanza alla prima colazione, meglio se consumata insieme, a base di latte o yogurt, cereali, possibilmente integrali, pane o altri prodotti da forno e frutta.
  • Forniamo la giusta quantità di calcio per la crescita dei ragazzi, abituandoli a consumare latte e/o yogurt, preferibilmente senza zuccheri aggiunti, un paio di volte al giorno e alterniamo i formaggi ad altri secondi piatti tre volte a settimana.
  • Proponiamo due piccole merende tra i pasti principali, a metà mattina e nel  pomeriggio,  sfruttandole  per  consumare  frutta  o  verdura  (in  alternativa a latte/yogurt), un po’ di pane (ad esempio con il pomodoro), o una piccola manciata di frutta secca (senza zucchero o sale).
  • Aumentiamo il consumo dei legumi (almeno 2-4 volte a settimana)
  • Scegliamo preferibilmente la carne  bianca  (2  volte  a  settimana),  meno  frequentemente  la  rossa  (1  volta  a  settimana),  inseriamo  le  uova  (2  volte  a  settimana),  il  pesce  2-3  volte  a  settimana,  soprattutto  quello azzurro, come lo sgombro, le alici e le sardine. Scegliamo solo occasionalmente i salumi, che sono ricchi di grassi e sale.
  • Assicuriamoci che assumano acqua (almeno  6  bicchieri  al  giorno  i  più  piccoli, 6-8 i più grandi). Se facciamo in casa spremute o frullati, non aggiungiamo  zucchero  e  consideriamo  che  non  sostituiscono  la  frutta  intera e forniscono calorie.
  • Stimoliamo  sempre  l’attività  motoria:  facciamola  insieme a loro per dare il buon esempio.

Cosa è importante limitare ?

  • Limitiamo l’uso di piatti pronti, spuntini e dolciumi sia confezionati che fatti in casa, dessert, bevande zuccherate e/o gassate.
  • Facciamo attenzione  alle    Spieghiamo  ai  ragazzi che  ci  deve essere un limite alla grandezza del piatto e alla quantità di cibo, soprattutto per ciò che ci piace di più, perché si deve avere spazio per tutte le portate, anche quelle che piacciono di meno.
  • Limitiamo le attività sedentarie di fronte agli schermi (TV/videogiochi/tablet)

 

Teresa Gallo

docente di Scienze Naturali al De Vincenti

Biologa Nutrizionista

Blog. Da Suor Maria Teresa al Liceo “De Vincenti”. La parola al prof. Leonardo Spataro

Precisiamo, Suor Maria Teresa De Vincenti non era una intellettuale e neppure una professoressa, non possedeva la vasta cultura dell’altro fondatore della famiglia delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori, il Beato Francesco Maria Greco. E allora perché dedicarle una istituzione educativa come l’omonimo liceo rendese? In altri termini che ci azzecca un’umile e incolta religiosa con un luogo preposto alla formazione? Per me che da oltre trent’anni ho a che fare con questa comunità scolastica, prima come insegnante e poi come amico, la risposta è chiara e cristallina: ci azzecca eccome! Innanzitutto per tre caratteristiche che il “De Vincenti” ha ereditato per osmosi da questa suora acrese, vissuta tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del XX secolo:

  • La tenacia nel lavoro: nelle sue “Memorie” del 1922, racconta Monsignor Francesco Maria Greco come la giovane Raffaela si fosse impegnata duramente nella Scuola Catechistica «fino a bruciarsi i capelli col lume a causa dello studio per essere sorpresa dal sonno di notte» e come un tale sforzo le avesse permesso di ottenere «il primo premio». Tanti anni dopo, diventata Madre Generale, amava ripetere: «Voglio trascorrere la mia vita con l’aiuto dei Sacri Cuori, sempre operando, voglio morire con il lavoro alle mani».
  • Desiderare in GRANDE: in una lettera datata 29 gennaio 1935, scrive la Madre De Vincenti: «Procuriamo di diventare presto sante, grandi sante, perché la mediocrità è rigettata da Dio». Oggi come ieri, i ragazzi hanno bisogno di adulti che li accompagnino a desiderare l’Oceano e non una rassicurante vasca da bagno. Non bisogna temere le grandi domande, anzi l’educatore per primo deve farsi muovere da esse per essere credibile.
  • Siamo fatti per la bellezza: Suor Maria Teresa testimoniava una attenzione particolare per il lato estetico della vita. Racconta suor Benedetta Madeo che un semplice fiore era per la Serva di Dio una immagine anticipatoria della bellezza del Paradiso e per questo «quando si trovava in giardino in mezzo ai fiori, quanta consolazione provava! Quanta meditazione faceva!»

Impegno appassionato, desiderio grande di compimento, amore per il bello, sono connotati che in questi anni ho sempre ritrovato nel Liceo “De Vincenti”, come un marchio di fabbrica rintracciabile negli insegnanti, laici e consacrati, negli alunni e nel personale tutto. Come una mamma premurosa, quella testarda ragazzina diventata Fondatrice di una famiglia religiosa sparsa per il mondo, continua a ispirare l’azione educativa di tutti coloro che continuano a guardare alla luminosità della sua vita.

prof. Leonardo Spataro

docente di Storia e Filosofia

 

BLOG. Armstrong: “Siamo venuti in pace, a nome dell’umanità”. In dialogo con la storia. La parola a Roberta Zappalà

Amare la storia senza interessi altri, se non l’amore per la conoscenza di ‘infinite storie’ che hanno avuto per protagonista l’uomo, la sua interazione con la Terra e le sue scelte, le quali hanno trasformato inevitabilmente il nostro presente. Questo è il senso più profondo e nobile nello studio della storia.

Quante volte sfogliando le numerose pagine dei manuali scolastici, abbiamo avvertito una certa ‘pesantezza’ nello scorrere pagina dopo pagina, secoli su secoli di eventi da imparare ‘a memoria’ che, seppure ritenuti significativi, abbiamo percepito lontani da noi anni luce? Credo che sia capitato a tutti noi, soprattutto in età scolare, con pochissime eccezioni che ne confermano la regola!

Eppure, se per un attimo spegniamo l’ansia di una imminente verifica di Geostoria e chiudiamo gli occhi e per una frazione infinitesimale di secondo ci facciamo aiutare da una generosa dose di sana immaginazione, non possiamo non emozionarci fingendo di essere anche noi sul punto di mettere piede, per la prima volta in assoluto, sulla superficie lunare come accadde a Neil Armstrong il 20 luglio del 1969. Praticamente l’altro ieri, se pensiamo in termini di secoli: quasi un battito di ciglia!

Neil era il comandante dell’Apollo 11, che per primo mise piede sul satellite lunare e noi oggi riviviamo assieme a lui, grazie alle fonti di quel giorno in nostro possesso, l’intensa emozione suggestionati da mille e ancora mille pensieri, sogni, desideri.

Come non avvertire un brivido correre lungo la schiena nell’ascoltare, ancora nel 2020, al suono delle parole: «Here men from the Planet Earth first set foot upon the moon, July 1969, A.D. We came in peace for all mankind» (trad. «Qui, uomini dal pianeta Terra posero piede sulla Luna per la prima volta, luglio 1969 d.C. Siamo venuti in pace, a nome di tutta l’umanità»).

L’allunaggio è stato un evento che ha cambiato la percezione dell’uomo che, semmai ne avesse avuto il dubbio, ha intravisto le infinite possibilità derivanti dalla tecnologia spaziale e la possibilità di esplorare nuovi mondi.

Questo evento storico è divenuto cult per una generazione di artisti e di musicisti, basti pensare a capolavori letterari e cinematografici di fantascienza (in fondo, un po’ tutti ci sentiamo degli star trekker) sino al brano ’39 scritto dal chitarrista e astrofisico (con tanto di dottorato!) dei Queen Brian May o alle suggestioni che l’incontro con la dea luna diede ai Pink Floyd, autori di una milestone del rock  contemporaneo e dal sound universale, The dark side of the Moon,  o ancora alle influenze ‘aliene’ confluite nell’eccentrico Ziggy Sturdast, ossia David Bowie.

Certo, bisogna fare molta attenzione: la storia  non è un solo un ‘insieme di storie’, non sono soltanto ‘storie’ frutto della nostra fantasia. La fantasia e la sfera emotiva possono essere d’aiuto per stimolare gli animi più tiepidi nell’approccio alla materia. La storia non è solo un insieme di date da memorizzare: le date ‘sono gli occhi della storia’ in cui ricordiamo fatti che hanno cambiato la vita dell’umanità, spesso, in modo irreversibile. Basti pensare ad esempio al valore, per noi contemporanei, del 4 marzo 2020 e l’inizio dello stato di emergenza da COVID-19.

I fatti storici non sono partoriti dalla nostra immaginazione, non è solo storytelling (termine di cui si abusa, a volte, anche nella didattica); la storia è innanzitutto una disciplina che si esprime attraverso l’attenta e accurata indagine di fonti, scritte e monumentali ed è il frutto dell’analisi di dati rilevabili, che ci restituiscono le dinamiche di eventi accaduti nel corso dei secoli, altrimenti destinati all’oblio.

Lo studio delle fonti storiche e dei fatti non va vissuto in modo esclusivamente mnemonico, ma con approccio critico a misura di studente; è essenziale l’approccio geostorico, soprattutto, in quest’epoca di disinformazione e di fake news, che indeboliscono lo spiritico critico dei giovani e scoraggiano lo spirito di ricerca della verità. La storia è un elemento essenziale e costitutivo nella formazione di ogni futuro cittadino.

I giovani, in un’epoca liquida proiettata verso l’assoluta virtualità (sarà vero poi?) devono avere piena coscienza delle due dimensioni in cui vive l’uomo: lo spazio e il tempo. La storia, dunque, ci difende dagli attacchi di chi vuole manipolare il nostro presente.

Senza l’amore per la verità, senza l’interesse per il puro dato storico non c’è e non ci sarà un’umanità formata  e, cosa più grave, non c’è possibilità di mettere a fuoco con più consapevolezza la contemporaneità in cui si vive, rischiando di muoversi da ciechi in un mondo sconosciuto; è così, ignorando il valore autentico della fonte e del dato storico verificabile, che si dà il via a pericolosissime derive negazioniste, che inquinano il nostro vivere nel presente.

La storia non si studia e basta: la storia si studia amandola con costanza, cura, serietà di metodo e tanta, molta, infinita pazienza nella ricerca di un’intima relazione con i fatti e i protagonisti, a volte lontani nello spazio e nel tempo, che l’hanno generata: l’umanità intera d’ogni epoca.

 

«La storia ci insegna che i più grandi errori sono stati commessi da coloro che hanno sempre avuto ragione». (Aleksandar Baljak)

Roberta Zappalà

docente di Geostoria e Italiano al “De Vincenti”

Referente del progetto “Il Quotidiano in classe”

 

Blog. Amore, musica e inclusione per una cascata di ‘armonie’. La parola al Maestro Angelo D’Ambrosio

Il valore della musica, oggi.

Musica! Nel corso dei secoli il suo significato è mutato: il termine deriva dal greco musikḗ (téchnē), propriamente “l’arte delle Muse”, ovvero ogni attività artistica o scientifica che avesse per ispiratrice una “Musa” (cf. Apreda. Fondamenti teorici dell’arte musicale moderna. Ed. Ricordi), infatti, le dee che ispiravano la creatività venivano chiamate Muse –, arrivando in ultimo all’attuale definizione di “arte dei suoni”, comunemente definita.

Ma cos’è davvero la musica?
Tutto è musica! Sin dal grembo materno il piccolo feto nasce e cresce con il suono costante del battito del cuore e del respiro della propria mamma. La nostra vita quotidiana è musica (fatta dai suoi suoni e rumori); la Terra stessa è musica: il cinguettio di un uccello, il fruscìo del vento, il ticchettìo della pioggia, il fiotto dell’acqua, ma al tempo stesso, il silenzio di una grande radura! Sì! Proprio così!

Sul silenzio sono state scritte molte pagine di musica: il silenzio è musica. Le pause musicali (praticamente il silenzio) esistono proprio per creare molteplici contesti e significati: l’apice o la fine di un discorso o di un’immagine (musicale), farla rimanere sospesa per lasciare spazio alla riflessione e alla meditazione facendola permeare e penetrare nel nostro intimo.

Basti pensare all’opera 4’33” del grande John Cage (1912-1992): composizione di tre movimenti per qualsiasi strumento musicale o ensemble dalla durata, appunto, di 4 minuti e 33 secondi (di silenzio). È chiaramente una “provocazione” perché qualche rumore di sottofondo nell’atto esecutivo c’è e ci sarà sempre (il respiro degli ascoltatori, il ronzio di un insetto, la caduta di un oggetto o del libretto di sala, ecc.). La sua opera/intuizione è un probabile riferimento allo zero assoluto, infatti, 4 minuti e 33 secondi equivalgono a 273 secondi e lo zero assoluto è posizionato proprio a -273.15°, temperatura irraggiungibile proprio come il silenzio assoluto!

Tutto è musica! È parte di noi; ma, a volte, è una realtà talmente intrinseca e innestata in noi che oramai non siamo neanche più in grado di distinguerla, ma è null’altro che Musica.
Forse, nell’avanzatissima era digitale nella quale siamo immersi (e sommersi), siamo troppo concentrati a trascorrere e sprecare il nostro tempo davanti a questi (male)/benedetti dispositivi elettronici rettangolari (smartphone, tablet ecc.), tanto da perdere il controllo con la realtà, quella vera, non quella virtuale!

Pochi giorni fa ci ha lasciato uno tra i più grandi musicisti e compositori che ha segnato la storia della musica e la storia della musica del cinema, il M° Ennio Morricone. Nelle sue ultime memorie, molto toccante il suo desiderio: “Non voglio disturbare”! In un mondo di invadenti, urlatori, arroganti, saccenti (ignoranti) e seminatori di “note sbagliate”, le sue ultime parole risuonano come una delle sue più belle armonie.

Proprio lui che ha dato una “voce” e un “volto” in musica alle immagini ci fa riflettere su come, talvolta, il silenzio sia la migliore musica.
Se la nostra vita non è penetrata dal silenzio, quello profondamente orante e meditante, diventa sterile.

Joseph Samson, M° di Cappella di Dijon (Borgogna), di Versaille e di Parigi così diceva: «Se il canto non serve a farmi pregare, è meglio che i cantori tacciano! Se il canto non serve per placare la mia agitazione interiore, è meglio che i cantori se ne vadano! Se il canto non ha il valore del silenzio che ha infranto, che mi si restituisca il silenzio! Ogni canto che non genera silenzio è inutile!».

La musica, pertanto, deve accogliere, sostenere, sollevare, dare energia ma allo stesso tempo rilassare; la musica è e deve essere un contenitore da cui sgorga e gronda l’amore.
La musica, così come l’amore, deve assolutamente avere un carattere “inclusivo” – (aggettivo quantomai attuale e vicino alla “didattica dell’inclusione” che ormai, per fortuna, negli ultimi anni si è via via evoluta!).

Musica, dunque, è amore – l’una non prescinde dall’altro. Se non c’è amore non ci può essere musica. Il sentimento è alla base di tutto! Altrimenti non avremmo più musicisti o cantanti, ma solo dei robot che eseguono a comando!

Tra le attività/esperienze didattiche (e umane) più belle nel nostro anno scolastico 2019/2020, seppur segnato da questa straordinaria emergenza sanitaria di Covid-19, c’è da annoverare certamente quella di lunedì 16 dicembre 2019 quando con il coro “M. T. De Vincenti”, in occasione dell’inizio della novena di Natale, animammo la S. Messa officiata dal nostro Arcivescovo Metropolita S.E. Mons. Francesco Nolè nella Cappella Vescovile, a Cosenza. Esperienza bellissima, edificante, frutto di tanti sacrifici, di studio, ricca di amore solidale, di pace, di silenzi e di preghiera orante. Tutti insieme (in)seguivamo lo stesso ed unico obiettivo: cantare per Lui. Nessuna distinzione, tutti uniti nel Suo nome!

In quell’occasione il coro aveva questo intento: tutti insieme con “un cuor solo e un’anima sola” (At. 4,32), per raggiungere un unico fine collettivo. Ciascuna delle ragazze si “donava” all’altra con reciproco amore! Per usare le parole del card. Angelo Comastri possiamo dire in sintesi che “l’amore è la capacità di donarsi”. Ed ecco che ritorna più che mai vivo il tema dell’amore! È inevitabile!

“Non ci si pensa mai, ma in effetti cantare in coro è prima di tutto un atto di umiltà: è un confondere la propria voce in mezzo alle altre, e fare in modo che essa si perda amalgamata fra tutte le voci… Non c’è gara per prevalere, ma l’offerta di ognuno affinché il buon risultato sia soltanto collettivo”. Giulio Bedeschi

M° Angelo D’Ambrosio,

docente di Musica al Liceo delle Scienze Umne “De Vincenti”

LeggiAmo assieme alla prof. di Matematica Giusi Maiuolo

“Ogni libro, ogni volume che vedi possiede un anima, l’anima di chi lo ha scritto e di coloro che lo hanno letto, di chi ha vissuto e di chi ha sognato grazie a esso”, sono le parole dello scrittore, recentemente scomparso, Carlos Ruiz Zafón. È vero, quanti di noi hanno viaggiato senza alzarsi dal divano e in quanti personaggi ci siamo immedesimati muovendo soltanto un dito per girare pagina o per scorrere un e-book. Ieri ero una donna dell’Ottocento, oggi sono un giovane alla ricerca di un tesoro, domani sarò un investigatore impegnato nella risoluzione di un crimine.

Tutti, almeno una volta nella vita, ci siamo sentiti dire che leggere è importante. Vediamola in questo modo: in un mondo in cui tutto va avanti e niente resta com’è, perché oltre ad aggiornare i nostri smartphone non aggiorniamo anche la nostra mente? Perché non diventare la migliore “versione” di noi stessi?

Vi invito quindi a leggere un libro, un giornale, una rivista scientifica o un fumetto, a voi la scelta. Dedicatevi alla lettura, quella spontanea, priva di costrizioni, quella che porta al piacere della scoperta di mondi al confine tra finzione e realtà, per essere persone nuove e migliori nel prossimo capitolo della nostra vita.

Giusi Maiuolo

docente di Matematica e Fisica al De Vincenti

Foto di copertina tratta da “ArtespecialDay. L’arte nel tuo quotidiano”

Liceo De Vincenti: le 5 regole per il rientro a scuola a Settembre

La nostra Scuola è pronta per il rientro a scuola a settembre, in risposta alle indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico (CTS) che fornito indicazioni  «organizzative, di prevenzione e protezione, nonché semplici regole rivolte alle scuole di ogni ordine e grado statali e paritarie, per consentire l’avvio dell’Anno Scolastico 2020-2021 rispetto all’attuale situazione epidemiologica ed alle conoscenze scientifiche maturate al 25 maggio 2020».

Gli spazi a disposizione nel nostro Liceo delle Scienze Umane “M. T. De Vincenti” (aule, laboratori, biblioteca, aula magna, palestra) sono adeguati a garantire una didattica in presenza e, soprattutto, in sicurezza per i nostri allievi, per le loro famiglie, per i docenti e per tutto personale scolastico.

Dalla prima alla quinta classe, c’è ancora la possibilità di inserire nuovi iscritti per l’A. S. 2020-2021.

Per informazioni rivolgersi alla segreteria scolastica, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9.30-12.30 al 0984 – 462080 oppure 463810.

 

 

 

 

 

 

 

Blog. Coronavirus e Costituzione. La parola alla professoressa Anna Perri

L’emergenza coronavirus ha indotto il Governo ad assumere una serie di misure normative volte a contenere la diffusione dell’epidemia. Tali misure incidono su diversi diritti costituzionali: quantomeno la libertà di circolazione e di soggiorno (art. 16 Cost.), la libertà di riunione (art. 17 Cost.), la libertà religiosa (art. 19 Cost.), il diritto/dovere all’istruzione (art. 34 Cost.) la libertà di iniziativa economica (art. 41 Cost.). L’ulteriormente inasprimento delle misure, sino al divieto di uscire di casa, potrebbe comportare limitazioni addirittura alla libertà personale (art. 13 Cost.).

  • La Costituzione disciplina lo stato di emergenza?

La Costituzione non prevede una disciplina generale delle situazioni di emergenza. È però prevista la possibilità di limitare alcuni diritti costituzionali per ragioni di sanità o di incolumità pubblica. Le limitazioni devono: (a) essere decise con legge (c.d. riserva di legge) e (b) riguardare categorie generali di cittadini (per es. i contagiati dal virus o, più ampiamente, tutta la popolazione).

Più in generale, occorre considerare che la dottrina e la giurisprudenza riconoscono un particolare valore al diritto alla salute (l’unico che la Costituzione definisce espressamente fondamentale: art. 32 Cost.) e al connesso diritto alla vita. Mentre tutti gli altri diritti sono reciprocamente bilanciabili, il diritto alla vita è l’unico diritto qualificato come assoluto: dunque, destinato a prevalere sempre sugli altri. La ragione è semplice: la vita è precondizione per il godimento di tutti i diritti, senza la vita non si può godere di nessun diritto. Inoltre, per la Costituzione la salute non è solo un diritto individuale, ma anche un interesse della collettività.

  • Perché è importante che le limitazioni siano decise con legge?

Perché la legge è atto approvato dal Parlamento, l’organo che rappresenta tutti: maggioranza e opposizione. Sia pure indirettamente, la deliberazione parlamentare è garanzia del fatto che tutti siano coinvolti nella decisione che limita la libertà di tutti (sono considerati equiparati gli atti aventi forza di legge adottati dal governo: il decreto-legge, che deve poi essere convertito in legge dal Parlamento, pena la sua decadenza fin dall’inizio; il decreto legislativo, che, per poter essere adottato, deve prima essere previsto da una legge delega del Parlamento).

Questo non significa che la legge debba entrare nel dettaglio delle misure da adottare (il Parlamento non avrebbe le competenze necessarie e, anche se le avesse, la procedura di approvazione della legge sarebbe troppo lunga) o che si debba approvare un’apposita legge per ciascuna emergenza. Il Parlamento può limitarsi ad adottare una legge che, in linea generale, stabilisce come comportarsi in situazioni di emergenza e, se decide di adottare una legge apposita per una determinata situazione, stabilire il quadro normativo generale demandando a successivi provvedimenti amministrativi (ordinanze o regolamenti) gli interventi di dettaglio.

  • Esistono leggi generali per le situazioni di emergenza approvate prima dell’epidemia di Coronavirus?

Sì, esistono. Per quanto interessa, si può fare riferimento a due atti legislativi:

– il decreto legislativo n. 1/2018 (Codice della protezione civile), in base al quale (artt. 24 e 25), al verificarsi di un’emergenza nazionale, il Consiglio dei ministri delibera lo stato di emergenza e autorizza il Presidente del Consiglio dei ministri, d’intesa delle Regioni interessate, ad adottare ordinanze in deroga a ogni disposizione vigente, purché (a) sia dichiarato quali sono le disposizioni di legge che s’intende derogare, (b) siano rispettati i principi generali dell’ordinamento e il diritto europeo;

– la legge n. 833/1978, istitutiva del Servizio sanitario nazionale (Ssn), in base alla quale (art. 32): (a) se l’esigenza è nazionale o pluriregionale, il Ministro della Sanità ha il potere di emettere ordinanze in materia di igiene e sanità pubblica; (b) se l’esigenza è regionale o locale, il potere di ordinanza spetta al Presidente di Regione o al Sindaco (ipotesi prevista, altresì, dall’art. 50 del decreto legislativo n. 267/2000).

  • Come sono state assunte le misure limitative dei diritti di fronte all’emergenza Coronavirus?

Si possono distinguere diverse fasi:

A) In un primo momento, nel quadro del decreto legislativo n. 1/2018, il Consiglio dei ministri, sulla scia di analoga dichiarazione dell’Organizzazione mondiale della Sanità (Oms), ha deliberato lo stato di emergenza sanitaria (delibera del 31 gennaio 2020) per una durata di sei mesi (dunque, sino al 31 luglio 2020). Sulla base di tale dichiarazione il Capo dipartimento della Protezione civile ha potuto adottare una serie di ordinanze per intervenire su profili organizzativi della gestione dell’emergenza (istituzione del Comitato tecnico-scientifico che supporta il governo nelle sue decisioni, acquisto dei materiali necessari, divieto di esportazione dei materiali necessari

B) Successivamente, le prime misure concrete rivolte alla cittadinanza (per vietare entrata e uscita nei primi comuni-focolaio, per sospendere le attività e chiudere le scuole, per le misure di quarantena) sono state adottate, nel quadro della legge n. 833/1978, con ordinanze del Ministro della Salute (21.2.2020 e 23.2.2020). Un ulteriore atto di questo tipo è stato adottato il 20.3.2020.

C1) Di seguito, il governo ha deciso di adottare il decreto-legge n. 6/2020 (poi convertito, con modifiche, nella legge n. 13/2020) quale atto avente forza di legge con cui far fronte appositamente all’epidemia di Coronavirus. Tale decreto-legge prevede che, su iniziativa del Ministro della Salute, il Presidente del Consiglio dei ministri adotti tramite proprio decreto (decreto del Presidente del Consiglio dei ministri: dpcm) «ogni misura di contenimento e di gestione adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica» (è altresì richiesto il parere, non vincolante, degli altri Ministri interessati e dei Presidenti delle Regioni interessate o, se lo sono tutte, del Presidente della Conferenza delle Regioni). Il Presidente del Consiglio ha, quindi, fatto ampio uso di dpcm per introdurre misure via via sempre più restrittive (dpcm 23.2.2020, 25.2.2020, 1.3.2020, 4.3.2020, 8.3.2020, 9.3.2020, 11.3.2020, 22.3.2020).

C2) Nel contempo, alcune regioni hanno adottato, nel quadro della legge n. 833/1978, proprie ordinanze con cui hanno inasprito, talvolta anche anticipandole, le misure governative (Lombardia e Piemonte: in queste regioni è sorto un conflitto tra le più rigide misure regionali e le più blande misure statali) o hanno chiuso il proprio territorio agli spostamenti di popolazione da e verso l’esterno (in contraddizione con l’art. 120 Cost.).

D) Da ultimo, il governo si è riproposto di dare ordine a questo caotico sovrapporsi di misure adottando il decreto-legge n. 19/2020. Tale atto normativo abroga quasi completamente il precedente decreto-legge, al fine di rendere il novero degli strumenti giuridici a disposizione del governo meglio riconducibile al dettato costituzionale (cfr. paragrafo 9).

Insomma: inizialmente sono stati utilizzate entrambe le leggi previste, in generale, per le emergenze (d.lgs. n. 1/2018 e legge n. 833/1978); poi è stato adottato un apposito provvedimento legislativo (il decreto-legge n. 6/2020, convertito nella legge n. 13/2020) che ha però sollevato numerose perplessità circa la sua costituzionalità;

Stiamo ai testi. Abbiamo due decreti-legge, il primo convertito in legge e il secondo, a quanto mi risulta, non ancora esaminato dal Parlamento, ma in vigore. E poi 11 decreti del presidente del Consiglio, gli ormai celeberrimi dpcm. I decreti legge sono equivalenti alle leggi, che servono, secondo Costituzione, a fronteggiare i “casi straordinari di necessità e urgenza”. Credo che nessuno dubiti che si sia in uno di questi casi. Il decreto legge numero 6 di febbraio stabilisce che le autorità competenti sono “tenute ad adottare ogni misura di contenimento e gestione adeguata e proporzionata all’evolversi della situazione epidemiologica”. Successivamente indica le materie in cui tali misure possono intervenire: circolazione, trasporti, scuola, manifestazioni pubbliche, ecc. In breve: le misure attuative (i dpcm) sono autorizzate dalla legge e il governo ha fatto uso dell’autorizzazione in quanto “autorità competente”.

Il governo non ha usurpato poteri che non gli fossero stati concessi dal Parlamento. Undici decreti sono tanti, ma l’autorizzazione data al governo prevede precisamente che l’attuazione sia, per così dire, mobile, seguendo ragionevolmente l’andamento dell’epidemia.

professoressa Anna Perri, docente di Diritto ed Economia Politica

al Liceo delle Scienze Umane (LES) “M. T. “De Vincenti

 

 

 

BLOG. “Buongiorno prof… Presente!” – Nadia Cucumo racconta la sua esperienza sulla DAD

Il Blog del De Vincenti

Nell’immediatezza dell’adozione del D.P.C.M. del 04 Marzo 2020, appena dichiarata la fase di emergenza da Covid-19 in tutta Italia, ci siamo immediatamente attivati al fine di continuare a gestire la formazione dei ragazzi mediante la didattica a distanza.

Abbiamo vissuto in prima persona il cambiamento della relazione insegnante-alunno, passando drasticamente da un modulo improntato alla vicinanza e alla spontaneità dei rapporti quotidiani, ad un modello limitato ad una interazione attraverso uno schermo. Eppure da dietro questo schermo siamo riusciti a portare avanti il percorso di crescita e di istruzione personale dei ragazzi. Abbiamo vissuto una rivoluzione psicologica e sociale; sono mutati i ritmi della quotidianità, ma grazie allo sforzo dei docenti, degli alunni e delle famiglie, la scuola non si è fermata.

E questo lo capivo ogni mattina, quando puntavo la sveglia comunque presto e mentre mi accingevo a collegarmi per le video-lezioni con i miei alunni, dall’altra stanza sentivo i miei figli che con voce ancora impastata di sonno dicevano: “Buongiorno prof… Presente!”.

I nostri ragazzi hanno dato il meglio, hanno continuato a studiare, nonostante il “Tutti promossi”, sono stati obbedienti, diligenti e studiosi. Hanno accettato la privazione della libertà, perché sanno quanto vale e volevano che venisse loro restituita intatta.

Già nei primi giorni del lockdown ho esortato i miei alunni nelle ore di lezione di diritto a riflettere sulle limitazioni delle libertà costituzionalmente garantite, nell’ottica della salvaguardia di un interesse superiore che è quello alla sicurezza e alla sanità pubblica.E loro lo hanno ben compreso con la consapevolezza che fosse necessario uno sforzo comune.

Grazie a loro la didattica a distanza ha funzionato. Insieme siamo riusciti a trovare il modo migliore per veicolare conoscenze, sviluppare competenze e suscitare interesse e curiosità. Nonostante l’impegno e la buona volontà, tutti i ragazzi hanno sentito la mancanza del contatto umano. Soprattutto quelli che vivono situazioni problematiche, hanno avvertito più di altri il disagio, e con loro è stato ancora più forte il bisogno di colmare la mancanza di vicinanza fisica con quella umana. Da docente di sostegno ho ritenuto di dover coinvolgere con maggiore testardaggine e costanza quei ragazzi che più di altri avevano bisogno di non perdere questa opportunità. Ho fatto leva sulla “coralità” della didattica a distanza per farli sentire ancora una volta uguali agli altri, uguali agli altri compagni di classe.Anche i più fragili si sono sentiti parte attiva di questo percorso e lo capisci quando in tarda serata, una mamma commossa e entusiasta ti manda i compiti del figlio, quella stessa mamma che all’inizio della Dad diceva “mio figlio non ce la farà mai”.

Ne siamo usciti vincenti, tutti! Con la consapevolezza di aver fatto il massimo.

Quello che tutti speriamo a settembre è un ritorno in aula, perché siamo tutti convinti che il contatto umano, l’aiuto fisico e lo scambio in presenza non possono essere sostituiti da uno schermo freddo e impenetrabile. Forse ancora non potremo abbracciarci, ma sentiremo il suono della campanella, le voci e le risate dei ragazzi e quell’odore un po’ antico che si respira nelle aule di scuola, che per molti, e lo abbiamo compreso in questi mesi, sono il posto più bello del mondo!

 

Docente di Diritto ed Economia Politica

Referente gruppo inclusione per l’A. S. 2019-2020

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

“Conoscenze, Competenze e Abilità…e cuore!”, i miei anni di insegnamento al De Vincenti

Per due anni, da gennaio 2017 al giugno 2019, ho insegnato in un Istituto paritario cattolico, il Liceo delle Scienze Umane a opzione economico-sociale “M. T. De Vincenti” di Rende, a Commenda, gestito dalle religiose appartenenti all’ordine delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori.

Ho insegnato Italiano, prima nel biennio e poi nel triennio. Sono stata  coordinatore di classe e, per un anno, di referente alle uscite didattiche. Ho trasorso dalle sette alle dodici ore alla settimana in questa interessante e bella realtà scolastica.

Il “De Vincenti” mi ha dato la possibilità di acquisire “Conoscenze, Competenze e Abilità”, ma non si tratta soltanto questo. Per me, è stato il momento più formativo della mia crescita professionale e umana. Ho avuto la possibilità di seguire due classi nel corso degli anni in modo continuato. Le classi erano poco numerose ( 7 e 13 alunni) e ciascun alunno si è mostrato sempre rispettoso e aperto al confronto e ad una collaborazione e cooperazione attiva, anche se non sono mancati momenti contestativi e di conflittualità, legati all’età adolescenziale e, in alcune di loro, alla mancanza di punti di riferimento nella vita familiare.

Tali momenti si sono superati attraverso il dialogo, l’instaurazione di legami affettivi e autentici tra me e i miei alunni. Nel corso di questa esperienza, probabilmente in modo non troppo consapevole e del tutto spontaneo, ho cercato di creare una relazionalità autentica che privilegiasse l’umanità e il dialogo e notavo come tutto ciò si trasformasse in comportamenti positivi da parte degli alunni (motivazione all’apprendimento, partecipazione attiva ecc.).

È stato stimolante sperimentare con loro le mie prime attività di didattica laboratoriale partecipando a concorsi nazionali (Sky tg24) e locali (Fondazione Lanzino), curare seminari informativi e costruire questionari su tematiche importanti.

È stato interessante avviare la classe terza allo studio della Letteratura Italiana, un sapere con il quale i ragazzi non avrebbero avuto probabilmente altre occasioni d’incontro e che rappresenta, nelle sue linee guida, un bagaglio importante del patrimonio culturale di ogni professionista. Ho riscoperto con i miei discenti l’importanza e l’attualità dei classici, nonché i loro innumerevoli spunti di riflessione. Durante alcune attività laboratoriali infatti ho avvicinato al vissuto degli alunni il pensiero di importanti autori del nostro scenario letterario, apprezzando il notevole coinvolgimento e la reale motivazione in ciò che loro attivamente stavano apprendendo.

Da questa esperienza ho appreso quanto sia importante che tra insegnante ed allievo si crei un rapporto di fiducia e di stima reciproca, in cui la figura del docente sia autorevole e mai autoritario, perché il rapporto affettivo e autentico attiva apprendimenti significativi.

Lo studente deve contare sul fatto che vi sia all’interno del contesto scolastico una persona di cui si possa fidare, pronta ad ascoltarlo, a dargli dei consigli, a incoraggiarlo ma anche a rimproverarlo al momento giusto.

Non è sempre facile, anzi a volte è molto complicato, coltivare un rapporto empatico e sempre rispettoso dei ruoli, occorre tempo e continuità, si costruisce giorno per giorno, incoraggiando i discenti ad aprirsi attraverso l’ascolto empatico e stimolandoli nel loro cammino di scoperta e di conoscenzadi sé.

È complicato, ma è l’obiettivo che mi sono prefissata a partire da questa iniziale esperienza didattica.

prof.ssa Giulia De Marco

Docente di Italiano

CALENDARIO DEI CANDIDATI AL COLLOQUIO ORALE DELL’ESAME DI STATO 2020

 

IN ALLEGATO, IL CALENDARIO DEI CANDIDATI AL COLLOQUIO ORALE DELL’ESAME DI STATO 2020:

Calendario d’Esami 5 A

PUBBLICAZIONE DEL CALENDARIO DEI LAVORI XIX COMMSSIONE

In allegato, il Calendario dei Lavori della XIX Commissione 5 A del Liceo “M. T. De Vincenti”:

 

CALENDARIO LAVORI XIX COMMISSIONE 5 A

 

Documento del Consiglio di Classe V Sezione Unica

In allegato, il Documento del Consiglio di Classe V Sezione Unica

La Coordinatrice delle Attività didattiche ed eduvative

prof.ssa Immacolata Gigliotti

(Firma autografa sostituita a mezzo stampa ai
sensi dell’art.3, comma 2, D. L.vo n. 39/1993)

 

01 DOCUMENTO-DEL-CONSIGLIO-DI-CLASSEV-DE VINCENTI

02 ALLEGATO 1 PERCORSI FORMATIVI_DE VINCENTI

ALTRI ALLEGATI (GRIGLIE DI VALUTAZIONE DAD E IN PRESENZA)

GRIGLIE_DAD_APRILE

GRIGLIE COMPORTAMENTO DAD_MAGGIO

GRIGLIE DI VALUTAZIONE SCRITTI__PTOF

Indicazione di brevi testi che si prestano al colloquio tra quelli compresi nel consuntivo di Lingua e Letteratura Italiana:

Testi Brevi di Lingua e Letteratura Italiana

 

 

BLOG: GLI ADOLESCENTI, PICCOLI, GRANDI SUPEROI “DIMENTICATI” NELL’EMERGENZA COVID-19

Essere adolescente è difficile in qualsiasi circostanza, ma con il coronavirus lo è ancora di più” afferma M. L., una fra i tanti adolescenti del cosentino ascoltati che, a causa dell’emergenza COVID-19, ha potuto sperimentare sulla propria pelle come questa fase che va, dai 12 ai 18 anni, è stata “emarginata” e considerata soltanto se si parla della DaD (Ddidattica a Distanza). Ma come stanno affrontando veramente questa problematica causata dalla pandemia che accomuna tutti, grandi e piccoli?

Loro sono quelli che rappresentano il silenzio proprio perché è in questo modo che stanno affrontando quel periodo che doveva essere il più bello delle loro vite. Possono esser d’esempio proprio per questa caratteristica che li contraddistingue da tutto il resto. Gli adulti si lamentano, si sfogano e, a volte, infrangono persino le misure restrittive per la famosa “ora d’aria”.
E gli adolescenti? Questi sono quelli che soffrono di più, perché privati di una libertà importante in questa fase della loro vita. Ma, nello stesso tempo, sono quelli che stanno mostrando il meglio. Di loro nei media, si è parlato soprattutto per capire come valutarne il percorso scolastico in un anno in cui verranno tutti promossi, come impedire che copino i compiti se sono da soli in casa mentre li eseguono, con Google e i genitori che fanno da suggeritori, come evitare che partecipino alle lezioni in videoconferenza senza mostrare il volto. Tutti aspetti senza alcun dubbio importanti per un adolescente e per la sua formazione, tuttavia la loro vita, prima della chiusura totale, era incentrata solo su questo? Sicuramente no. Amici, amori, nemici, compagni, calcetto, danza, musica, sono stati privati di tutto questo! Improvvisamente, nel giro di due settimane, tra torpore e inerzia, hanno visto cambiare la loro vita, ma anche e soprattutto quella intorno a loro.
Hanno scoperto che, oltre all’essere sfrontati, sfacciati e forti, nel loro animo alberga la fragilità e che il mondo non è sempre la festa perenne a cui erano abituati. Si sentono dire che siamo in guerra, ma una volta nonostante la guerra, e nonostante il suono incessante delle armi e delle bombe, ci si abbracciava per sentirsi uniti, ed ora? Ora per fare in modo che questa guerra finisca, devono fare il contrario, devono sentire il profumo e il calore dell’altro attraverso il vetro di un telefono: mille impedimenti zero lamentele. A differenza di molti adulti, hanno accettato le regole proprio nell’età dove l’istinto di ribellarsi ad esse è al massimo.
Il loro tempo è ornato da film, serie tv, PlayStation, lezioni online e addirittura compiti del pomeriggio, accettando le regole folli di una nuova didattica, quella che oggi viene definita DaD.
Una volta finita questa realtà orribile, sicuramente non troveranno tutto come prima, bensì macerie. Non si lamentano delle vacanze che non faranno e non perché sono apatici e senza interesse, ma perché si sono dimostrati maturi anche senza la maturità. Per loro la vita è fuori, dove ci sono le esperienze e gli errori da fare, le esagerazioni da provare e i confini da oltrepassare. Nonostante questo accettano una realtà assurda, stando dentro in nome della salute là fuori, con responsabilità, pazienza, comprensione e, soprattutto, silenzio.
La libertà deve essere loro restituita senza alcuna variazione, per fargli capire quanto i giusti comportamenti vengono ripagati sempre nel miglior dei modi. Speriamo che di tali preziosi atteggiamenti se ne ricordino tutti: bambini, adulti e anziani.
Fabiola Giovinco
Esercitazione. Forma scelta: articolo di giornale.
Foto tratta da: https://www.partidopirata.cl/el-doxing-una-forma-de-acoso-en-la-red/

BLOG: VOGLIAMO FARE SCUOLA…E LO VOGLIAMO VERAMENTE!

Il blog del De Vincenti

«Vogliamo fare scuola, vogliamo farla in sicurezza, vogliamo rimanere in autentica relazione nonostante l’emergenza COVID-19»: questo il messaggio lanciato dalla campagna nazionale della FIDAE (Federazione degli Istituti di Attività Educative), nella conferenza stampa tenutasi lo scorso 8 maggio, tramite piattaforma Gotomeeting e in diretta YouTube, a cui hanno aderito oltre tremila partecipanti dalla Calabria tra docenti, studenti e famiglie, interessati ad approfondire l’iniziativa promossa sul territorio “via social” dalla presidente FIDAE Nazioneale.

Abbiamo ascoltato la testimonianza di un maturando, Elias Noris Andrés Suarez,  che ci ha raccontato le sue considerazioni sull’evento: «Ho accolto subito l’invito postato sulla nostra pagina Facebook dalla nostra coordinatrice delle attività didattiche, suor Immacolata Gigliotti, a partecipare alla diretta webinar ritenendo che la DAD sia un tema che vivo ogni giorno sulla mia pelle, insieme ai miei compagni di scuola, ai nostri docenti e, certo, anche alle nostre famiglie. Inoltre, questo “seminario virtuale” mi è sembrato utile anche ai fini di un dibattito più consapevole in sede d’esami di stato, vista la qualità degli esperti coinvolti.  Per me, la scuola “perfetta” è quella che riesce a potenziare al massimo le capacità, le vocazioni e i desideri per cui una persona è portata. Che valorizzi le diversità come risorsa, non come limite! Durante la didattica a distanza ho compreso ancora di più che il “voto” è importante, ma è ancora più essenziale è ciò che si riesce poi a realizzare nei fatti e nella vita quotidiana; per cui condivido quanto ascoltato in conferenza stampa e cioè, che la scuola deve essere capace di valorizzare la creatività, la diversità e il libero pensiero anche e, soprattutto, virtualmente». E siamo sicuri che sarà così: la Scuola riuscirà a vincere la sfida che i nuovi tempi ci chiamano ad affrontare. (R. Z.)

«Il più grande segno di successo per un insegnante… è poter dire: i bambini stanno lavorando come se io non esistessi». (Maria Montessori)

«Lo scopo dell’educazione è far sì che le persone vogliano fare ciò che dovrebbero fare». (Howard Gardner)

#vogliamofarescuola

Foto tratta da: https://www.dislessiaioticonosco.it/

BLOG. BREVE E INTENSA, UNA RIFLESSIONE DI SARA GRECO: MATURANDA 2020

Il blog del De Vincenti
La situazione che ci troviamo ad affrontare oggi non è semplice, sia dal punto di vista personale, sociale ed economico.
Il coronavirus è così potente da mettere a repentaglio la nostra libertà personale garantitaci dall’articolo 3 della nostra Costituzione che recita sin dall’incipit: “La libertà personale è inviolabile […]”.
Noi viviamo in un Paese democratico in cui tutto ciò che stiamo attraversando, questa sorta di prigionia forzata a causa dell’emergenza COVID-19, per noi è nuovo; eppure prima di noi c’è stato chi ha perso la vita a causa delle dittature, come ad esempio nella nostra storia,  durante il fascismo che impediva la libertà dei cittadini sotto ogni aspetto. E grazie a chi ha lottato per ottenere la libertà, grazie al loro sacrificio, ci è stato reso possibile abitare in una Nazione così ospitale e democratica.
Molto probabilmente, nella quotidianità un po’ tutti non abbiamo dato peso al nostro modo di “vivere bene”, potendo esprimere opinioni, pensieri e uscire in qualsiasi momento, ma ora penso che tutti noi, in questi giorni di isolamento forzato, stiamo stati “costretti” a riflettere concretamente sulla fortuna che abbiamo posseduto e che possediamo tutt’ora nonostante il COVID-19. Nulla ci è dato gratuitamente, anche la libertà è stata conquistata a caro prezzo e qualcuno, delle persone realmente esistite, prima di noi ha lottato per garantircela.
La libertà è un nostro diritto fondamentale, di cui tutti in questo momento ne sentiamo la mancanza; ma l’Italia è un grande Paese, in grado di regalare emozioni e tutti insieme ne usciremo, perché dove c’è morale pubblica c’è salvezza; mai perdere la fede. Impegnamoci dunque, in questi giorni, per riscoprire i valori della vita, come la famiglia, che la solita vita frenetica non ci permetteva di vivere in pienezza e impariamo ad apprezzare ciò che abbiamo già nell’oggi, cioè quando lo abbiamo veramente e non solo quando viene meno, rivolgendo un pensiero a chi per noi ha reso possibile la nostra condizione di uomini e liberi cittadini.
In bocca al lupo a tutti noi, maturandi 2020!
“VOLA SOLO CHI OSA FARLO”. (Sepùlveda)
“Nothin’ gonna change my world,
Nothin’ gonna change my world,
Nothin’ gonna change my world,
Nothin’ gonna change my world […]”, (dal film-musical  “Across the Universe” dei Beatles interpretata da Jim Sturgess):

Pubblicazione griglie di valutazione per il periodo in DAD

Si allegano le griglie, approvate all’unanimità dal Collegio Docenti, per la valutazione del periodo di Didattica a Distanza d’emergenza, da integrare alle griglie di valutazione approvate dallo stesso organo e inserite nel PTOF (Piano dell’Offerta Formativa Triennale) nel c.a. scolastico:

Griglia-di-osservazione-delle-competenze_dad

griglia-di-rilevazione-competenza_

dadSchede di valutazione_DAD

Integrazioni alle griglie di valutazione relative al comportamento, approvate nella seduta del  Collegio Docenti in data 25 maggio 2020:

Griglie sul Comportamento DAD

 

 

 

 

 

BLOG: La vita ai tempi dei social e la vita ai tempi del coronavirus

Il blog del “De Vincenti” – Le ordinarie cronache di un Liceo calabrese 

di Fabiola Giovinco – classe IV A

«Per capire appieno una cosa, bisogna viverla in prima persona» ebbene sì, questo abbiamo imparato attraverso l’esperienza della vita. Oggi, infatti, ci troviamo in una situazione che finora avevamo soltanto studiato sui libri di storia oppure tramite autori e poeti della Letteratura. Manzoni ci parlava di peste, Gabriel García Márquez di colera, oggi noi parliamo di coronavirus. Questa è una situazione che ha mosso gli equilibri e gli animi di ognuno; perciò, come si vive ai tempi del coronavirus? Considerate le misure di contenimento emanate dal Governo, stiamo scoprendo quanto sia bella la libertà, quanto sia bella la nostra vita e quanto sia prezioso il tempo. Nella normalità di tutti i giorni, determinati valori ci passano inosservati mentre oggi ci troviamo a rispolverarli. Gente che non ce la fa più a stare a casa, perché ha bisogno del calore e dell’affetto umano. La tecnologia, ormai, ci aveva reso passivi davanti alla vita. La solitudine, l’assenza di relazioni: il grande problema dell’era di Instagram, Facebook, Twitter: “I social hanno ridotto al minimo la voglia di uscire e di relazionarsi agli altri”. Così davanti alle raccomandazioni dateci, al tempo del coronavirus, si riscopre la voglia di uscire, di abbracciarsi, di baciarsi, di stringersi, di stare vicini. Potremmo raccontare ai nostri figli di aver trascorso una Pasqua in differita. Lontani dal calore dei parenti e dalle persone con le quali avremmo sicuramente condiviso con felicità e devozione la Resurrezione. Un contesto anomalo, ma che ci ha fatto, ci fa e ci farà riflettere tanto. Mi viene in mente una citazione “tutta l’infelicità dell’uomo deriva dal non saper stare solo in una stanza”,  Blaise Pascal avrebbe forse ritrattato questa frase, vedendoci al tempo dei social. Oggi probabilmente, invece , la cambierebbe: “Molti problemi dell’uomo derivano dal non saper stare chiuso in una stanza, quando gli viene chiesto di farlo”.

(Foto tratta dal blog “Transumanesimo”)

 

Lettera ai genitori degli alunni delle scuole paritarie cattoliche F.I.D.A.E.

 

Cari Genitori degli Alunni delle Scuole Paritarie Cattoliche F.I.D.A.E. (Federazione delle Scuole Paritarie Cattoliche di primo e di secondo grado), dopo una decina di giorni vi raggiungiamo nuovamente con una comunicazione un po’ più tecnica.

Il 17 marzo 2020 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il D.Lgs. “Cura Italia” e abbiamo pensato di raggiungervi per comunicarvi quali sono le opportunità per le famiglie in questo periodo in cui l’emergenza Coronavirus ci sta mettendo di fronte ad una prova dura e difficile.

Alcuni di voi sono a casa, anche impegnandosi nel lavoro agile, altri con dedizione, spirito di sacrifico, anche rischiando, si recano a lavoro.

A questa grande reazione collettiva contro l’emergenza mondiale partecipano anche le nostre scuole e i nostri docenti, attivando, per quanto possibile, ogni forma di “scuola a distanza”, interagendo con gli studenti e le famiglie.

A questo enorme sforzo della scuola partecipano le famiglie garantendo il pagamento della retta, che  costituisce un impegno annuale della famiglia, spesso scaglionato in versamenti mensili.

Il corretto versamento della retta costituisce dunque un impegno delle famiglie da mantenere anche in questo momento di sospensione delle attività scolastica, la scuola non si è fermata: nonostante l’emergenza, nella quale siamo tutti coinvolti, i nostri Istituti hanno continuato a garantire da subito la Didattica a Distanza con un grandissimo impegno organizzativo sia da parte della scuola che di ogni singolo docente (tramite registro e lezioni on-line) e hanno continuato a tenere operativi i servizi di segreteria (amministrativa e didattica). Abbiamo continuato a fornire il nostro servizio tenuto conto anche della comunicazione della Ministra dell’Istruzione che ha annunciato comunque la validità dell’anno scolastico anche con meno di 200 giorni di presenza

In questa quadro, è bene segnalare come aiuti per le famiglie siano stati attivati dalle Istituzioni: alcune regioni https://bit.ly/2WvWWAw si sono attivate per supportare le famiglie con figli che frequentano la scuola, anche paritaria, il Governo con il DL “Cura Italia”, fornisce una serie di misure per le famiglie e i genitori lavoratori https://bit.ly/3ai46wB fra cui:

  • art. 26, ricorso agli ammortizzatori sociali per tutte le aziende, anche con meno di 5 dipendenti;
  • l’equiparazione dell’isolamento o quarantena domiciliare per sospetto contagio da COVID-19 allo stato di malattia ai fini del trattamento economico;
  • premio di 100€ nel mese di marzo ai lavoratori che si recano al lavoro;
  • divieto per le aziende di licenziare per il periodo dell’emergenza;
  • estensione dei congedi parentali;
  • bonus babysitter di 600€ mensile e fino a mille 1.000€ per gli operatori sanitari;
  • indennità di 600€ per i lavoratori autonomi nel mese di marzo. Si prevede una nuova misura ad aprile;
  • proroga dei termini per le domande di disoccupazione NASpi (Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego) e DIS_COLL (indennità di disoccupazione mensile);
  • interventi per favorire il lavoro agile;
  • creazione della Carta Famiglia da parte del Dipartimento per le Politiche per la Famiglia https://bit.ly/393gBus

Carissimi Genitori, speriamo che quanto scritto non vi abbia tediato o sia stato poco chiaro. L’intento era quello di farci presenti a voi, perché siamo fermamente convinti che più che all’epidemia di coronavirus, dobbiamo sopravvivere all’epidemia della paura; a quel senso diffuso di incertezza che si diffonde nelle nostre case, nelle nostre giornate, nelle nostre vite… e che ci paralizza.

Certamente la precarietà che tanto ci sconvolge forse dovrebbe farci meditare un po’ di più sulle sicurezze, presunte o reali che siano, che il mondo nel quale siamo immersi ci ha instillato poco alla volta.

Forse questa è l’occasione per fare una riflessione non tanto sulla precarietà della vita e delle fortune umane, ma piuttosto sul fatto che abbiamo bisogno gli uni degli altri… di più abbiamo bisogno di un Altro, di Dio. E non per consolare le nostre angosce, ma per offrire uno sguardo di speranza e di futuro alla nostra esistenza.

Le nostre scuole sono nate per collaborare alla missione educativa della Chiesa: siamo certi che, anche la nostra didattica a distanza, può aiutare gli allievi delle nostre scuole a lasciarsi educare anche da questo tempo storico.

Cari Genitori, la F.I.D.A.E. Nazionale vi ringrazia per la fiducia che avete nei confronti della Scuola Cattolica. Vi incoraggia a resistere. Ce la faremo!

La F.I.D.A.E. Nazionale, in tutto questo, è al vostro fianco. CORAGGIO!

Duc in altum!

A nome di tutti i membri del Consiglio Nazionale F.I.D.A.E. https://www.F.I.D.A.E..it/organi-sociali/

 

Roma, 20.III.2020

Virginia Kaladich
Presidente Nazionale